F.A.Q. DOMANDE E RISPOSTE
PARTE 1 Le più frequenti domande sul Mutuo Sociale
 
Cosa stiamo proponendo?
 
Una legge che obbliga la Regione a costruire case da dare in proprietà a chi non ne possiede una.
 
Perchè solo gli italiani possono accedere al Mutuo Sociale?
 
La formula del Mutuo Sociale non è una formula di assistenza alloggiativa e prevede un rapporto "vita natural duran-te" fra colui che usufruisce del Mutuo Sociale e l' Ente Regionale per il Mutuo Sociale. Visto il carattere permanente e definitivo di tale formula essa non è applicabile se non ai cittadini italiani residenti nella regione in questione da alme-no 5 anni. Per le altre categorie rimangono peraltro le normali formule di assistenza alloggiativa.
 
Come reperisce i terreni gratuiti l' Ente Regionale per il Mutuo Sociale?
 
Una recente legge destina i terreni di proprietà del demanio in proprietà alle regioni. Ovvero ogni regione avrà un pro-prio demanio. L'Istituto Regionale per il Mutuo Sociale avrà un ufficio tecnico che individuerà i terreni idonei alla costruzione dei nuovi quartieri.
 
La Legge Regionale per il Mutuo Sociale stabilisce che tutto il patrimonio immobiliare "utile" - sia esso costituito da ter-reni, ovvero da stabili già edificati, ma vuoti - venga iscritto, con la finanziaria regionale, nel patrimonio del costituen-do Istituto. Analogo passaggio dovrà essere effettuato dai comuni per quanto attiene alle aree in proprio possesso. Una variante di piano regolatore, permetterà poi a tutte queste aree, di essere finalizzate all'edilizia residenziale pub-blica per l'assistenza abitativa.
 
Perché la proprietà della casa è vincolata?
 
La casa è un'integrazione spirituale alla vita dell'uomo e deve cessare di essere un capitale economico. Senza un tetto non può esistere nessuna famiglia. La casa ottenuta con Mutuo Sociale è a tutti gli effetti di proprietà della famiglia, ma occorre impedire alla famiglia in questione di rischiare di perdere questo bene vitale. Con la proprietà vincolata, la casa non può essere messa a garanzia di nessun prestito o ipoteca, non può essere pignorata da nessuna banca o cre-ditore, non può essere venduta o affittata impedendo di fatto qualsiasi speculazione.
 
Proprietà vincolata: come è possibile?
 
Pagate tutte le rate del Mutuo Sociale la famiglia diventa proprietaria del 95% della casa. Il restante 5% rimane di pro-prietà dell' Ente Regionale per il Mutuo Sociale che lo inserisce nel proprio patrimonio indisponibile. In questa manie-ra il proprietario della casa non può rivenderla, ipotecarla od affittarla a terzi.
 
Di fatto la casa comprata con Mutuo Sociale quindi, non si tramuta in capitale economico, ma resta nei limiti della sua funzione naturale, che è quella di dare un tetto alla famiglia. Il bene essendo diviso in proprietà con l'Ente Regionale per il Mutuo Sociale non può essere ne pignorato ne confiscato.
 
La casa ottenuta con Mutuo Sociale si può rivendere?
 
Solo all' Istituto Regionale per il Mutuo Sociale. La casa verrà pagata lo stesso prezzo pagato all'Istituto calcolando naturalmente l'inflazione.
 
Ho pagato tutto il Mutuo Sociale e la casa è di mia proprietà. Non potendo rivenderla o affittarla pratica-mente ho buttato alle ortiche i miei soldi?
 
Assolutamente no. Anzitutto la tua famiglia ha vissuto e può vivere nella tua casa e nessuno può portartela via. Inoltre se le possibilità economiche ti permetteranno di comprare un'altra casa ciò che hai versato ti verrà restituito e la casa tornerà di proprietà dell' Istituto Regionale per il Mutuo Sociale che la venderà ad una famiglia in lista per il Mutuo Sociale.
 
Questa è l'Italia di oggi: chi può cerca di barare. Non si rischia che le case vadano a chi non ne ha diritto?
 
Qualsiasi legge senza il dovuto controllo può essere infranta. L' Istituto Regionale per il Mutuo Sociale operando come ente autonomo avrà a disposizione tutti i mezzi per effettuare ricerche sui cittadini iscritti nelle liste o che hanno usu-fruito del Mutuo Sociale. Comunque non si può giudicare una legge in base ad un eventuale disservizio degli organi preposti al mantenimento della legge.
PARTE 2 Le più frequenti domande sul Mutuo Sociale
 
 
L'Italia non ha i soldi per costruire tutte queste case…
 
Al Mutuo Sociale non servono i soldi dello Stato. In una fase iniziale, per i primi lotti di costruzione, utilizzerà i fondi statali ed europei già destinati all'edilizia pubblica, ma dopo il primo lotto di costruzione le case verranno costruite con i soldi incassati dalle rate pagate dalle famiglie che già hanno ricevuto la casa a Mutuo Sociale e con gli introiti dell'af-fitto dei locali commerciali dei nuovi quartieri che saranno di proprietà dell'Istituto. Questo creerà un "Circuito eco-nomico chiuso ed autosufficiente" che non necessita di risorse continue elargite da parte dello Stato. Diciamo che i fondi dello Stato servono solo per "accendere la miccia" e far partire il meccanismo.
 
Non si rischia che la maggior parte delle famiglie dichiarino furbescamente la TOTALE DISOCCUPAZIONE per non pagare le rate di Mutuo Sociale, inceppando così il meccanismo del “Circuito economico chiuso e autosufficiente”?
 
L'unico presupposto per perdere la casa ottenuta con Mutuo Sociale è quello di barare dichiarando il falso.
 
Il fenomeno è diffuso nel caso degli affitti delle case popolari. Per quale motivo? Perché la condizione di affittuario tra-muta la casa in cui si vive, da focolare sicuro a simbolo stesso della schiavitù della famiglia. Questa condizione gene-ra un apatico disinteresse, se non odio, per il bene pubblico (la casa popolare). Inoltre barando non si rischia niente perché di fatto la casa popolare è l'ultimo gradino da cui nessuno può cacciarti.
 
Pagare un Mutuo Sociale, ovvero una rata estremamente sostenibile, per diventare proprietari e uscire dalla condizio-ne di affittuario, verrà vissuta al contrario come una liberazione. Un obbiettivo agognato che difficilmente si rischierà di perdere per non pagare l'esigua rata.
 
Per stanare eventuali furbi l'Istituto Regionale per il Mutuo Sociale si doterà di un dipartimento di controllo ferreo, che invierà propri (ovvero alle dipendenze e agli ordini dell'Istituto) assistenti sociali ad indagare ed aiutare le famiglie che dichiarano lo stato di TOTALE DISOCCUPAZIONE.
 
I servizi connessi ad un quartiere di nuova costituzione ovvero l' "Urbanizzazione": chi li paga?
 
L'urbanizzazione è a carico dell' Istituto Regionale per il Mutuo Sociale. In cambio l'Istituto sarà proprietario dei servi-zi ovvero dei locali commerciali che affitterà in base ad un progetto stabilito di destinazione organica delle attività pro-duttive. Gli introiti degli affitti ripagheranno l'urbanizzazione e alimenteranno il circuito economico chiuso dell' Istituto.
 
Quali sono i criteri della lista d'attesa per il Mutuo Sociale?
 
I requisiti sono quelli indicati dall'art. 5 della Legge per il Mutuo Sociale. A parte alcune modificazioni si fa salva l'at-tuale procedura di redazione delle graduatorie sulla base di parametri quali reddito familiare, componenti del nucleo familiare, eventuale presenza di disabili o di persone anziane.
 
Ci sono due condizioni vincolanti per accedere alla lista: essere cittadino italiano residente da 5 anni nella regione dove si ottiene il Mutuo Sociale e che nessun componente della famiglia sia proprietario di altro immobile. I criteri delle lista verranno definiti nella legge istitutiva dell'ente e saranno simili ai criteri usati da altri enti. Prima famiglie con figli in condizione economica precaria ecc. ecc.
 
Dove trova i fondi la regione per costruire il primo lotto di case a "Mutuo Sociale"?
 
Risposta semplice:
 
Utilizzerà i fondi per l'edilizia residenziale pubblica e gli specifici finanziamenti europei. Dopo la costruzione del primo lotto si instaurerà un circolo economico chiuso, in cui i soldi incassati dalle rate pagate da chi usufruisce del Mutuo Sociale e i soldi incassati dall'affitto dei locali commerciali saranno destinati alla costruzione dei nuovi quartieri da desti-nare a Mutuo Sociale.
 
Risposta complessa:
 
La L. 431/98, all'art. 11, dispone l'istituzione, presso il Ministero dei Lavori Pubblici, di un fondo nazionale per l'acces-so alle abitazioni in locazione; il suo ammontare viene stabilito, di anno in anno, con la legge finanziaria. Giusto per fornire una idea dell'ammontare di queste cifre diciamo che la legge modificativa di quella appena citata - L. 21/01, art. 3 comma 2 - nella parte riguardante il programma sperimentale per la riduzione del disagio abitativo, autorizza l'assunzione di impegni di spesa quindicennali per 70 miliardi a partire dal 2000 e per 81 miliardi a partire dall'eserci-zio successivo.
 
La copertura di tale cifre avverrà grazie ad una corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto nel capitolo "fondo speciale". Tali risorse, unitamente a quelle messe a disposizione da IACP - in qualunque modo denominati - e Regioni - più province autonome di Trento e Bolzano - costituiranno contributi alle cooperative di costruzione, che già tanti danni e disperazione hanno seminato, ed ai comuni interessati.
 
Per dirla in breve, i fondi esistono - la loro "abbondanza" dipende solo dalla volontà politica - ma vengono sperperati con la formula dei contributi "in conto affitto" - per quelle fasce particolarmente disagiate - ed in "conto costruzione" - per quei costruttori che hanno più peso politico. Inoltre l’Istituto Regionale per il Mutuo Sociale in qualità di ente pubblico che opera su beni immobili, non avrà certamente problemi (al contrario di giovani coppie e precari) a riceve-re i finanziamenti anche da istituti di credito privati, se i fondi dello Stato risultassero indisponibili anche per la prima fase di costruzione.